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Si spegne Yves Saint Laurent
L'omaggio degli stilisti italiani
Si spegne Yves Saint Laurent

Lo ricordano così...

Nicolas Sarkozy: Con la morte di Yves Saint Laurent scompare uno dei più grandi nomi della moda, il primo ad avere elevato l'alta moda al rango di un'arte. Grazie al suo genio creativo, alla sua personalità elegante e raffinata, discreta e distinta Yves Saint Laurent ha impresso il suo marchio su mezzo secolo di stile, nell'alta moda come nel pret-à-porter, perché era convinto che la bellezza era un lusso necessario a tutti gli uomini e a tutte le donne.

Bernard Arnault Pdg del gruppo LvmhYves: Saint Laurent era l'incarnazione dell'alta moda francese. Non dimentico i suoi inizi folgoranti da Christian Dior dove il suo talento si è rivelato. La sua umiltà era il marchio del suo genio.

Christian Lacroix: Yves Saint Laurent è stato uno shock della modernità e le sue creazioni avevano l'evidenza dei capolavori. Ha sempre conservato il potere vitale di perpetuare lo stupore e traduceva l'epoca, anzi l'anticipava. Non c'è stata rivoluzione Yves Saint Laurent perché quello che proponeva aveva l'evidenza dei capolavori. Di lui ricorderò soprattutto le spalle, un pantalone largo o degli abiti a pois, a fiori o in pizzo.

Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni: Yves Saint Laurent era il più grande stilista del mondo. E' stato l'inventore della moda moderna colui che ha cambiato lo stile e la silhouette, inventando un nuovo modo di vestire per l'uomo e per la donna. E' stato il più copiato di tutti gli stilisti. I più grandi creatori del mondo si sono sempre ispirati a lui. E' stato il primo ad aver globalizzato la moda, ad aver portato il tema etnico. Penso alle collezioni dedicate alle principesse circasse e alle zingare armene. Penso al tema dell'India. Penso a quando, durante la guerra in Vietnam, lanciò lo stile militare: dal colore verde, allo stampato mimetico, fino alla giacca sahariana. Nell'85 l'ho conosciuto e mi è sembrato timido e introverso. Ma quando iniziammo a parlare di moda, divenne molto sicuro di sé, quasi dittatoriale nel tono. In quell'occasione ricordò che Fernanda Gattinoni (fondatrice della maison) fu l'antesignana dello stile impero, ancora prima di Dior".

Robert Polet, gruppo Gucci: Un genio creativo che ha sfidato codici e regole, reinventando l'eleganza francese e contribuendo a rendere Parigi grande capitale della moda. La sua morte ci lascia con un grande vuoto ma anche con una sublime eredità. Esprimiamo le nostre condoglianze e sincero affetto a Pierre Bergé, che ha accompagnato Yves Saint Laurent nella sua ascesa e ha contribuito significativamente alla stessa. A tutti i clienti che gli sono stati fedeli e alla maison che porta il suo nome.

Valentino Garavani: E' stato un grande, e per me è stato più grande per tanti aspetti. Un grande amico dai tempi in cui studiavamo entrambi a Parigi, e ci vedevamo la sera, al Café de Flore, per iniziare un'interminabile serata di club e allegria. Un grande collega di cui ammiro la fedeltà a uno stile preciso, insuperabile, la sua fantasia interminabile e il suo rispetto per le donne e la bellezza. Un grande artista, i cui disegni, gli scritti e il tormento testimoniano le fragilità che purtroppo l'hanno portato a una fine così prematura.

Giorgio Armani: Non voglio ricordare Yves Saint Laurent solo come il più grande vero stilista dei nostri tempi, vorrei piuttosto pensare a lui come lo vidi 20 anni fa, quando lo andai a trovare nella sua casa museo di Marrakesh. Arrivai con mia sorella, su un vecchio pulmino, in t-shirt e bermuda e mi ricordo che questo lo lasciò un po' perplesso poiché lui ci stava ricevendo in un elegante abito gessato doppiopetto. E già dopo mezz'ora mi parlava come se fossi un vecchio amico e nel salutarmi si raccomandò di andarlo a trovare presto.



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